Le stesure di On the Road

Nel 1951, quando Kerouac inizia la stesura definitiva di Sulla strada, ha un’idea fissa: ritrovare quel flusso naturale e spontaneo, quello stile “di getto” che ammira tanto in Cassady. Perché l’ispirazione non s’interrompa, decide di battere il dattiloscritto su un rotolo lungo quaranta metri. Per tre settimane lavora febbrilmente sotto l’effetto delle anfetamine; si lascia prendere dal ticchettio della macchina da scrivere: si accorda al beat della battitura, in armonia con un jazz interiore, la grande musica delle parole, lo swing delle sillabe, il jazz delle frasi, la pulsione stessa del romanzo.
Quando Jack Kerouac manda la prima versione del manoscritto di Sulla strada ad Allen, egli trova l’insieme disorganico e consiglia all’amico di apportarvi numerose modifiche. William Burroughs non è dello stesso avviso. In una lettera indirizzata a Ginsberg, il 30 maggio 1953, scrive: “Se qualcuno è pronto a pubblicare Sulla strada, dovrebbe afferrare l’occasione al volo come una carpa affamata”.
Jack scrive a Cassady riguardo la sua opera: “La trama ha a che fare con te e me e la strada…”. “Sono andato veloce perché la strada è veloce”.
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I numeri delle autostrade, le marche e gli anni delle auto, i nomi di torrenti e grandi fiumi, di catene montuose e città, si accumulano a formare il terreno sotto i piedi del narratore. Non divise nemmeno il teso in paragrafi, adottando, per indicare pause più ampie di un punto fermo, i tre puntini di sospensione… Conservò i veri nomi dei suoi personaggi, non solo di sé e Neal, ma anche di Ginsberg, Burroughs…Usò lo spazio come forma oltre che come soggetto: stesa sul pavimento, l’unica striscia di carta si estendeva come una strada.
Dalla versione scritta in tre settimane di Sulla strada:
La prima volta che incontrai Neal fu poco tempo dopo che mio padre morì…Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, senonché ebbe qualcosa a che fare con la morte di mio padre e con la terribile sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l’arrivo di Neal ebbe davvero inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada. Prima di allora avevo spesso sognato il West, di vedere il continente, sempre facendo piani vaghi e senza mai partire sul serio, e cose così. Neal è il tipo perfetto per un viaggio…
Da una versione riveduta di un anno dopo:
Incontrai Neal Pomeray nel 1947 ma non viaggiai con lui fino al 1948, proprio alla fine di quell’anno, intorno a Natale, dalla Carolina del Nord a New York, settecento kilometri, e di nuovo in Carolina del Nord e di nuovo a New York, in trentasei ore, lavando i piatti a Philadelphia, facendo un festino a base di marijuana a Ozone Park, e guidando lentamente nella sera del sud sulle Montagne Rocciose. E per tutto quel tempo Neal non smise mai di parlare.
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Dalla versione pubblicata di Sulla strada:
La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, senonché ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l’arrivo di Dean Moriarty ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada. Prima di allora avevo spesso sognato di andare nel West per vedere il continente, sempre facendo piani vaghi e senza mai partire.
Dean è il tipo perfetto per un viaggio perché nacque letteralmente per la strada.
La versione di Sulla strada scritta in tre settimane non sarebbe stata quella definitiva, ma non era nemmeno il primo tentativo di un libro sulla strada. La sua versione più antica, abbozzata sotto forma di appunti e scenette sul suo diario, comprendeva un personaggio di nome Ray Smith. Un anno dopo, Kerouac pose al centro dell’attenzione Red Moultrie, un ex giocatore di baseball, batterista, marinaio e camionista, un’obliqua mistura di tutto quello che l’autore avrebbe voluto essere, l’incarnazione dell’ideale di Kerouac, un artista della vita, ma anche un criminale. In Sulla strada II, Ray Smith diventò Smitty e , insieme a Red, si dirigono a ovest per incontrare il vecchio amico di Red, Vern Pomeray, il personaggio di Cassady, che poi fu rinominato “Neal” nella versione di tre settimane, e Dean Moriarty nell’ultima stesura.

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